Cosa vedere a Napoli in 3 giorni, itinerario

Napoli è una grande città, ricca di attrazioni, ecco cosa vedere in tre giorni in questa bellissima località campana

Avevamo voglia di staccare un po’ la spina, così abbiamo scelto come meta del nostro lungo weekend, Napoli. Perché proprio questa città? Perché Napoli è ricca di vita, di monumenti e attrazioni e poi si sa, a Napoli si mangia troppo bene. Se anche voi avete in programma un soggiorno nella bella città campana, ecco cosa vedere a Napoli in 3 giorni, seguendo il mio itinerario.

In questo soggiorno siamo riusciti ad inserire anche una mezza giornata per visitare Pompei. Ovviamente è necessario fare delle scelte e non è possibile vedere tutto, ma questo sito archeologico è spettacolare e vi consiglio assolutamente di inserirlo nel vostro itinerario.

Cosa vedere a Napoli: giorno 1

San Gregorio Armeno

Le bancarelle di San Gregorio Armeno a Napoli
Le bancarelle di San Gregorio Armeno

Cominciamo la giornata partendo da Via San Gregorio Armeno, una delle cose da vedere assolutamente a Napoli durante un soggiorno. Questa via, vive il suo momento di massimo splendore durante il periodo natalizio, ma è comunque molto frequentata durante tutto l’anno. È qui che troverete statuine del presepe di ogni tipo, compresi i personaggi più famosi del momento, dallo Chef Cannavacciuolo a Fedez e la Ferragni. Potrete incontrare anche varie botteghe moderne che propongono il famoso cornetto napoletano in una veste più contemporanea.

Non mancano comunque i classici intramontabili, come le composizioni di aglio e peperoncino, a rappresentare l’abbondanza o la statua dello Sciò Sciò. Per chi non lo conoscesse, lo Sciò Sciò è una figura scaramantica esclusivamente napoletana che per allontanare il potere del malocchio e delle malelingue, sparge incenso e suona il campanaccio recitando ripetutamente “Uocchio, maluocchio…funecelle all’uocchio…aglio, fravaglio, fattura ca nun quaglia, corne e bicorne, cape ‘e alice e cape d’aglio…. “.

Alla fine della via troverete alla vostra destra il Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore e davanti a voi la Basilica di San Paolo Maggiore. La Basilica di San Paolo Maggiore, la cui realizzazione è datata VIII – IX secolo, sorge dove un tempo esisteva il tempio dei Dioscuri del I secolo d.C.. Un luogo di culto dedicato a Castore e Polluce, gemelli figli di Zeus e considerati dal culto greco miracolosi guaritori. La facciata ben curata spicca su piazza San Gaetano, e anche gli interni meritano una visita.

Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore (Neapolis Sotterrata)

La Neapolis Sotterrata

Il complesso monumentale comprende: la basilica, il museo, il chiostro e la Neapolis Sotterrata. La Basilica di San Lorenzo fu la prima chiesa ad essere ricostruita secondo lo stile gotico francese, infatti risulta molto spoglia e date le grandi dimensioni, incute un po’ di soggezione al visitatore che si affaccia per ammirarne gli interni.

Il pezzo forte del complesso sono sicuramente: la Neapolis Sotterrata, la Sala Capitolare e la Sala Sisto V. La Neapolis Sotterrata è un sito archeologico posto a 10 metri sottoterra nel quale è possibile visitare l’antico mercato della città. Il biglietto è acquistabile in loco al costo di 9€, oppure direttamente sul sito del complesso, ma non comprende il costo della guida, pari a 2€ a persona. Noi abbiamo avuto la fortuna di seguire il percorso assieme a Danilo, una guida esperta e veramente preparata che ha reso la visita molto interessante. Durante il percorso vengono anche mostrate la Sala Capitolare e la Sisto V. Consiglio vivamente di affidarvi alla guida perché, a meno che non siate esperti di storia o di questo complesso in particolare, perderete molte interessati informazioni affidandovi semplicemente ad una guida cartacea.

Una precisazione: la Neapolis Sotterrata non va confusa con la Napoli Sotterranea, altra area archeologica il cui accesso si trova molto vicino al Complesso monumentale di San Lorenzo Maggiore, precisamente in Piazza San Gaetano n.68. Le visite alla Napoli Sotterranea avvengono solo su prenotazione.

Via dei Tribunali

La statua di Pulcinella in Via dei Tribunali, cosa vedere a Napoli
La statua di Pulcinella in Via dei Tribunali

Usciti dal complesso e girando a sinistra, vi troverete nella famosa Via dei Tribunali, dove incontrerete al n.32 la Pizzeria Sorbillo. Si tratta di una storica pizzeria di Napoli, ora famosa in tutto il mondo con sedi a Tokyo, New York e Miami, che nacque dal lavoro di Luigi Sorbillo e Carolina Esposito, fondatori della prima pizzeria nel 1935 su Via dei Tribunali. I coniugi Sorbillo sono famosi, in quanto unica famiglia che mise al mondo 21 figli, diventati poi, tutti pizzaioli.

Appena prima della pizzeria, sotto il portico alla vostra sinistra in Vico del Fico al Purgatorio, si trova la statua di Pulcinella. Nonostante sia stata installata solo nel 2012, la statua si integra perfettamente nel quartiere e sembra li dà sempre. Noterete il naso scolorito, si pensa che porti fortuna toccarlo, diciamo che “tentar non nuoce”.

Se avete voglia di un dolce, oppure cercate un bel posto per fare colazione, sempre in via dei Tribunali si trova Mazz, un bar pasticceria che offre babbà strepitosi e prezzi onesti.

Cosa vedere a Napoli assolutamente: la Cappella di San Severo

Girando a sinistra da Via dei Tribunali verso Via Raimondo de Sangro di Sansevero, giungerete in Via Francesco de Sanctis, dove al n.19/21, si trova appunto la Cappella di Sansevero. Anche qui è consigliabile acquistare i biglietti on-line, ma se preferite, potete trovare all’incrocio tra le vie, la biglietteria in cui è possibile acquistare i primi posti rimasti disponibili (8€ a persona). Si entra a fasce orarie definite, quindi non è detto che , senza prenotazione, troviate subito dei biglietti disponibili. Non era la prima volta che visitavo questa cappella e vi consiglio di inserirla tra le cose da vedere a Napoli durante un soggiorno, è meravigliosa.

Se preferite affidarvi ad un tour guidato per scoprire il Cristo Velato ed il centro di Napoli, ci sono molte opzioni tra cui scegliere, vi lascio qualche proposta:

Storia della Cappella di San Severo e cosa vedere

Sulla nascita di questa cappella si possono leggere tante storie diverse, alcuni pensano che sia stata realizzata su un preesistente tempio dedicato alla dea Iside, altri parlano di una leggenda legata ad un uomo ingiustamente arrestato che si votò alla Santa Vergine per avere la grazia. Gli studi più recenti fanno risalire la nascita della cappella a un omicidio, datato 1590, in cui morirono Maria D’Aavalos e il suo amante Fabrizio Carafa. Adriana Carafa principessa di Sansevero, fece realizzare la cappella per la salvezza eterna dell’anima del figlio.

Qualunque sia il motivo della sua realizzazione, di certo si sa che la cappella venne costruita a partire dal 1593, mentre nel 1889 crollo il ponte che collegava la residenza di famiglia dei Sansevero alla cappella stessa. Punto focale di questa cappella è la statua del Cristo Velato, adagiata al centro della stanza. L’opera è meravigliosa e a mio parere, una delle più belle attrazioni di tutta Napoli. Oltre a quest’opera, potrete ammirare altre statue di incredibile fattezza, nonché alcuni scorci di quello che resta dell’antico pavimento a labirinto, un vero capolavoro.

Scendendo le scale per raggiungere l’uscita troverete una delle cose più strane da vedere a Napoli. Due grandi teche contengono le famose Macchine anatomiche o Studi anatomici, ossia gli scheletri di un uomo e di una donna in posizione eretta, con il sistema arterovenoso quasi perfettamente integro. Le Macchine vennero realizzate dal medico palermitano Giuseppe Salerno; sembra che la macchina anatomica maschile, sia stata acquistata da Raimondo di Sangro ne 1756 e che in seguito egli abbia pagato una cospicua somma a Giuseppe Salerno perché realizzasse anche la seconda macchina anatomica.

Conclusa la visita, svoltate a Sinistra in Vico San Domenico Maggiore, dopo pochi metri incontrerete la famosa Via Spaccanapoli.

Spaccanapoli

Si tratta di una delle vie più note nel centro storico di Napoli e divide nettamente, con la sua perfetta linearità, la città antica tra il nord e il sud, ecco quindi il motivo del suo nome “Spaccanapoli”. Qui troverete tantissimi locali e negozi dove fare acuisti o mangiare qualcosa, tra tutti mi sento di suggerirvi la Cremeria Prete in Via Giovanni Paladino n.1. Se volete acquistare prodotti alimentari o vino, questo è il posto giusto, noi abbiamo trovato anche le mozzarelle di bufala fresche che sono state perfettamente confezionate per essere portate a casa.

Chiostro di Santa Chiara

La Piazza del Gesù Nuovo a Napoli
La Piazza del Gesù Nuovo

Alla fine della Via Spaccanapoli, si trova la Piazza del Gesù Nuovo con la sua statua centrale, mentre a sinistra troverete l’ingresso per la Chiesa di Santa Chiara e i suoi famosi chiostri. Il prezzo del biglietto è di 6€ a persona e devo dire che li vale tutti, se non di più. Questo “giardino segreto” con le sue bellissime maioliche colorate è fantastico, ma con una giornata di sole diventa veramente uno spettacolo unico.

Le maioliche del Chiostro di Santa Chiara a Napoli
Le maioliche del Chiostro di Santa Chiara

I chiostri monumentali che appartengono al complesso monastico della chiesa di Santa Chiara sono tre: il Chiostro delle Clarisse, il Chiostro dei Frati Minori e il Chiostro di Servizio. Il chiostro più famoso è quello il Chiostro delle Clarisse detto anche Chiostro Maiolicato e venne realizzato nel 1739. Il chiostro è costituito da 73 pilastri di varia grandezza ricoperti da splendide maioliche che raffigurano scene della vita quotidiana e i colori delle maioliche sono ancora intatti e vivaci. Camminare nel chiostro in una bella giornata di sole è veramente un’esperienza magnifica, è insolito poter passeggiare tranquillamente in un silenzioso giardino, nel cuore pulsante di Napoli.

Via Toledo

Continuando su Spaccanapoli per qualche centinaio di metri, si sbuca in Via Toledo, famosa via dello shopping. Qui troverete molti negozi delle marche più famose e anche vari locali per mangiare qualcosa. A seconda del tempo che avrete impiegato per questo giro o di quello che avete deciso di visitare durante il percorso, potreste avere un po’ fame. Quindi se capitate in Via Toledo per l’ora di pranzo o di cena, vi suggerisco di fare un salto alla trattoria da Nennella.

Nennella è una trattoria, posta nei quartieri spagnoli, a pochi metri da Via Toledo, famosa per l’ottima cucina a prezzi contenuti. Infatti, il ricco menù di cucina casalinga propone primo, secondo con contorno, acqua e pane alla modica cifra di 12€ per persona. Aggiungendo una bottiglia di vino e due caffè, noi abbiamo speso 29€ in due! Il cibo a noi è piaciuto, l’atmosfera anche, provatelo e fatemi sapere.

Un ottimo piatto casalingo alla Trattoria da Nennella a Napoli
Un ottimo piatto casalingo alla Trattoria da Nennella

Qui si conclude il primo giorno di visita del centro di Napoli, per qualche idea su dove cenare o fare un aperitivo alla sera, noi abbiamo provato vari ristoranti in cui ci siamo trovati molto bene e che abbiamo riportato nell’articolo “Napoli, dove mangiare la pizza e altre bontà“.

Cosa vedere a Napoli: giorno 2

Cosa vedere a Napoli assolutamente: Stazione della Metropolitana Toledo

I mosaici della fermata della metropolitana di Toledo
I mosaici della fermata della metropolitana di Toledo

Se non l’avete usata il giorno prima per tornare a casa, vi consiglio caldamente di scendere alla fermata della metropolitana Toledo almeno oggi, o almeno una volta durante i tre giorni di visita perché questa fermata è una delle cose da vedere a Napoli assolutamente durante una visita. Tutte le fermate della metropolitana di Napoli sono belle, ma questa in particolare ha vinto vari premi.

Progettata dall’architetto catalano Oscar Tusquets e inaugurata nel 2012 lungo la linea 1, è considerata una tra le più belle fermate della metropolitana del mondo. Secondo il quotidiano britannico Daily Telegraph e anche secondo un’autorevole classifica della CNN, sarebbe addirittura la più bella fermata della metropolitana d’Europa. Nel 2013 ha vinto l’Emirates Leaf International Award come “Public building of the year”, mentre nel 2015, le è stato assegnato il premio ITA – International Tunnelling Association, ovvero l’Oscar delle opere in sotterraneo, per la categoria “Uso innovativo degli spazi “.

Piazza del Plebiscito

Piazza del Plebiscito illuminata
Piazza del Plebiscito illuminata

Partiamo da dove ci eravamo lasciti ieri e alla fine di Via Toledo, si apre davanti a noi Piazza del Plebiscito. Questa piazza, con una superficie di circa 25.000 metri quadrati, è una delle più grandi della città e anche d’Italia. Piazza del Plebiscito a Napoli, è delimitata ai lati dal famoso colonnato, che illuminato nel periodo notturno si presta a magnifiche fotografie.

Palazzo Reale

La scalinata d'ingresso del Palazzo Reale di Napoli
La scalinata d’ingresso del Palazzo Reale

L’ultima volta che ho visitato la città, non ho preso in considerazione questo palazzo, ma vi consiglio di inserirlo tra le cose da vedere a Napoli perché è veramente un gioiello custodito nel cuore di Napoli. Il Palazzo Reale si trova proprio di fronte a Piazza del Plebiscito, ed è riconoscibile per il colore rosso della facciata e per le innumerevoli statue che lo circondano. Edificato nel ‘600, il palazzo è stato per secoli il centro del potere e la Galleria Borbonica, di cui vi parlerò più avanti, conduceva proprio qui.

È possibile visitare il palazzo fino alle 19.00, acquistando il biglietto per 6€ a persona. Il Palazzo è molto bello e conservato perfettamente, all’interno potrete ammirare le stanze finemente decorate e vari oggetti di pregio. Dietro al Palazzo Reale di Napoli si trovano altre due importanti attrazioni cittadine: il Teatro San Carlo e la Galleria Umberto I.

Galleria Umberto I

Galleria Umberto I  da vedere a Napoli
Galleria Umberto I

La Galleria Umberto I, è una galleria commerciale costruita in soli tre anni, tra il 1887 e il 1890. La Galleria ha 4 ingressi: Via Toledo, Via Santa Brigida, Via San Carlo e Vico Rotto San Carlo. L’ingresso principale si trova su Via San Carlo, di fronte al Teatro, ed è composto da una facciata ad esedra che in basso è costituita da un porticato retto da colonne di travertino e da due archi ciechi. Sulle colonne poste ai lati dell’arco di sinistra sono rappresentate in marmo le quattro parti del mondo, mentre a destra le stagioni.

Via Chiaia

Di fianco a Piazza del Plebiscito, si trova Via Chiaia anch’essa ricca di negozi e locali, da cui si raggiunge uno degli accessi alla Galleria Borbonica. All’ingresso di Via Chiaia, noterete un elegante locale, si tratta del Gran Caffè Gambrinus uno storico locale di Napoli dove, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento è nata la pratica del caffè sospeso. Questa pratica consiste nel lasciare un caffè pagato per le persone povere che non possono acquistarlo e concedersi il piacere di un caffè. All’ingresso del Bar ancora oggi è posizionata una caffettiera gigante in cui si possono lasciare gli scontrini “sospesi” (lasciati appunto dai clienti), in favore di chiunque ne avesse bisogno.

Cosa vedere a Napoli assolutamente: Galleria Borbonica

I veicoli sequestrati negli anni '70 e poi abbandonati nella Galleria Borbonica a Napoli
I veicoli sequestrati negli anni ’70 e poi abbandonati nella Galleria Borbonica

Ecco un’altra chicca da vedere assolutamente a Napoli, la Galleria Borbonica. È visitabile solo su prenotazione e tramite tour, ma potete scegliere di acquistare i biglietti direttamente on- line o di prenotare telefonicamente. I tour proposti sono 4 che vanno dal tour classico a quello “avventuroso”.

Noi abbiamo scelto il tour classico, grazie al quale è possibile visitare: parte della Galleria Borbonica, i rifugi della seconda guerra mondiale e una parte di un ex deposito giudiziario degli anni ’70. Si può accedere agli spazi solo accompagnati da una guida, che in circa un’ora, vi spiegherà in maniera dettagliata la storia di questo luogo. La visita è interessante e a tratti emozionante, viene fatto ascoltare il suono dell’allarme aereo prima dei bombardamenti, qualcosa di toccante. Ad alleggerire la fine del tour ci sono le auto e le moto sequestrate negli anni ’70 e abbandonate per anni al loro destino. Alla fine del percorso si raggiunge un piccolo shop in cui è possibile acquistare stampe e qualche pezzo d’epoca, gli appassionati troveranno di sicuro qualcosa da portare a casa.

Alla Galleria si può accedere da tre ingressi:

  • Vico del Grottone, 4 – Zona Piazza Plebiscito (scelto da noi)
  • Via D. Morelli, 61 c/o Parcheggio Morelli – Zona Piazza Vittoria
  • Via Monte di Dio – Palazzo Serra di Cassano – Interno A14

Qualunque sia l’ingresso da voi scelto, i tour si concludono sempre uscendo dal Parcheggio Morelli.

Castel dell’Ovo

Castel dell'Ovo cosa vedere a Napoli
Castel dell’Ovo

Dal Parcheggio Morelli si raggiunge in pochi minuti il lungomare di Napoli da cui potrete ammirare a destra la vicina Posillipo e a sinistra Castel dell’Ovo. Per visitare Castel dell’Ovo è necessaria la prenotazione. Castel dell’Ovo è il castello più antico di Napoli e il suo nome deriva da una leggenda che ora vi racconterò.

La leggenda di castel dell’ovo

Si pensa che il poeta Virgilio, abbia nascosto nelle segrete del castello un uovo che avrebbe mantenuto in piedi l’intera struttura. La rottura dell’uovo avrebbe provocato non solo il crollo del castello, ma anche l’innescarsi di varie catastrofi ai danni della città di Napoli. Sperando che si tratti solo di una leggenda, noi abbiamo ammirato il castello solo dall’esterno e abbiamo proseguito la nostra passeggiata sul lungomare.

Castel Nuovo o Maschio Angioino

Cammin facendo, si incontra un altro simbolo della città, il Castel Nuovo detto anche Maschio Angioino. Anche per visitare questa struttura è necessario prenotare, gli ingressi sono ad orari predefiniti e con accessi limitati, quindi se siete interessati alla visita, informatevi con anticipo. Se desiderata ammirare questo castello solo esternamente, può essere una buona idea partecipare ad un tour notturno guidato della città di Napoli, dove poter ammirare il lungomare e il centro storico della città con il fascino delle sera.

Il castello è una storica struttura medioevale e rinascimentale in cui ha sede anche il Museo Civico della città. La sua costruzione iniziò nel 1279, sotto il regno di Carlo I d’Angiò, su progetto dell’architetto francese Pierre de Chaule. Grazie alla sua posizione strategica il nuovo castello divenne non solo residenza reale, ma anche fortezza. Il suo nome “Castel Nuovo”, gli venne dato per distinguerlo dai più antichi castelli dell’Ovo e Capuano.

Cosa vedere a Napoli: giorno 3

Nel nostro ultimo giorno di visita, abbiamo deciso di dedicare mezza giornata alla scoperta di Pompei, di cui vi parlo in un altro articolo. Per chi non volesse spostarsi dalla città, sono ancora tante le attrazioni da scoprire nella bella Napoli. Infatti, allontanandosi dal centro storico, si può cominciare la giornata visitando il quartiere del Vomero.

Cosa vedere a Napoli assolutamente: Il quartiere Vomero

Il quartiere è posizionato sulla collina del Vomero ed occupa infatti, una posizione sopraelevata rispetto al centro città ed è collegato alla parte basse tramite: Corso Vittorio Emanuele, la funicolare e la metropolitana. Le fermate della Metropolitana per raggiungere il Vomero sono Vanvitelli e Quattro giornate. Altrimenti, se volete provare la funicolare, è possibile utilizzare la Funicolare di Montesanto. Il Vomero è un quartiere tranquillo e curato ricco di negozi e ristoranti, definito come una delle zone VIP della città. Il punto più alto del quartiere e della città è rappresentato dal Castel Sant’Elmo e dalla Certosa di San Martino collocata a 215 mt s.l.m.

CASTEL SANT’ELMO

Castel Sant’Elmo è un castello medievale, sorto nel luogo dove una volta si trovava la chiesa di Sant’Erasmo. Questo edificio trae origine da una torre d’osservazione normanna chiamata Belforte. La sua posizione permette oggi di ammirare la città da una posizione privilegiata. Questo castello è attualmente sede del Museo Napoli Novecento, ma vi si allestiscono anche mostre temporanee, fiere e manifestazioni.

CERTOSA MONUMENTALE DI SAN MARTINO

La Certosa di San Martino si trova accanto Castel Sant’Elmo e costituisce uno dei maggiori complessi monumentali religiosi della città. Nel complesso si trovano ben: cento sale, due chiese, un cortile, quattro cappelle, tre chiostri e giardini pensili. La Certosa è aperta e visitabile tutti i giorni, tranne il mercoledì. I Biglietti sono acquistabili on- line o direttamente alla biglietteria del sito al prezzo di 6€ a persona. Se volete scoprire tutte le curiosità sulla Certosa di San Martino e i suoi interni, potete partecipare ad un tour guidato con una guida storica dell’arte.

Museo di Capodimonte

Il Museo di Capodimonte
Il Museo di Capodimonte

Il Museo di Capodimonte ospita: una gallerie di arte antica, una di arte contemporanea e un appartamento storico. Il museo venne ufficialmente inaugurato nel 1957, anche se le sale della reggia hanno ospitato opere d’arte già a partire dal 1758. Al suo interno è possibile ammirare prevalentemente dipinti, suddivisi in due collezioni principali, quella Farnese in cui spiccano nomi di artisti come Raffaello, Tiziano e Parmigianino e quella della Galleria Napoletana, che raccoglie opere provenienti da chiese della città e dei suoi dintorni. In più è possibile visitare la collezione di arte contemporanea, in cui spicca l’opera Vesuvius di Andy Warhol. All’interno della Reggia sono presenti anche due sale dedicate alla Galleria delle Porcellane.

All’esterno della Reggia è possibile passeggiare e ammirare le statue e le strutture presenti nel Real Bosco di Capodimonte, un parco cittadino da cui è possibile godere di una vista privilegiata sulla città.

Museo Archeologico Nazionale (MANN)

Questo museo è uno dei più antichi ed importanti del mondo, un punto di riferimento per la ricchezza e unicità del suo patrimonio. La creazione di questo museo si deve ai Borbone, in particolare a Ferdinando IV da cui nacque il progetto di unire in un unico complesso i nuclei dell’allora collezione Farnese e i reperti vesuviani già esposti in altri musei. L’attuale sede del museo nacque nel 1500 con la destinazione di cavallerizza e dal 1616 al 1777 fu sede dell’Università. Dal 1777 in poi la struttura subì ampi lavori di restauro e ampliamento così, nel 1816 assunse finalmente il nome di Real Museo Borbonico. Nel 1860 prese infine il nome di Museo Nazionale.

Le collezioni del Museo archeologico nazionale di napoli

Il museo non è solo sede museale, al suo interno si ritrovano anche: il Laboratorio di Restauro, gli Archivi Storici e la Biblioteca. Le collezioni, disposte su una superficie espositiva di 12.650 m², si possono suddividere in tre nuclei principali:

  • La collezione Farnese, formata da reperti di Roma e dintorni e trasferita a Napoli nel ‘700;
  • Le collezioni pompeiane, in larga parte borboniche, con reperti provenienti dall’area vesuviana;
  • La collezione egizia, al terzo posto al mondo per importanza dopo quelle del museo egizio del Cairo e del museo egizio di Torino.

Per chi deciderà, o avrà la possibilità di visitare la zona di Pompei, in questo museo sono conservati molti reperti raccolti in questo sito archeologico.

Se siete amanti di storia e volete scoprire tante curiosità sulle collezioni e sui reperti contenuti nel Museo Archeologico Nazionale, potete scegliere di visitare gli interni con un tour privato di due ore.

A Napoli e nei dintorni ci sarebbe ancora tanto da vedere, ma per questa volta noi ci fermiamo qui. Napoli è una bellissima città, ricca di monumenti, ma anche di locali e quartieri differenti in cui poter passeggiare e vivere la città. Se ne avete l’occasione, visitate la città nei mesi primaverili o estivi, perché una capatina alle isole vicine, come Capri, è veramente una bella esperienza.

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9 Risposte a “Cosa vedere a Napoli in 3 giorni, itinerario”

  1. È una città che amo molto, forse una delle mie preferite città italiane. Sono stata diverse volte, ma ora manco da troppi anni. È stato bello ripercorrere tutti i suoi bei luoghi con il tuo articolo!

  2. Avrei tanto voluto vedere tutto ciò che hai elencato e descritto ma ahimè non ho avuto 3 giorni pieni a solo un giorno pieno e due mezze giornate, tutte di pioggia: è stato un viaggio un po’ sfortunato! Spero di tornare a Napoli molto presto, ne ho di cose da vedere ancora!

  3. Grazie per questa bella descrizione di Napoli… mi hai fatto proprio venire voglia di andare (non l’ho mai vista). Appena ci sarà la possibilità seguirò le tue indicazioni ?

  4. In 3 giorni avete visto praticamente tutto! Da campana mi complimento per l’itinerario, mi fa sempre molto piacere leggere le impressioni di chi non vive la città!

    1. Grazie! Abbiamo camminato parecchio, ma ci tenevo a vedere il più possibile…per una volta che si riesce a partire, vale la pena visitare a più non posso!

  5. Noi ci siamo ripromessi di visitare Napoli il prima possibile, magari in primavera se la situazione attuale sarà migliorata. Offre talmente tante cose da visitare che in effetti 3 giorni potrebbero sembrare pochi. Mi salvo il tuo articolo così avrò già alcuni spunti

    1. Con il bel tempo la città è magnifica, in primavera deve essere davvero bella. Spero che tu riesca a visitarla al più presto!

  6. Napoli, secondo me, è una delle città più belle del mondo. Penso che meriti una visita ben più lunga di tre giorni, ma in un periodo così breve si può senza dubbio innamorarsi al punto di volerci ritornare altre volte!

    1. Hai assolutamente ragione. Avendo il tempo ci sarebbe tantissimo da vedere, al prossimo viaggio spero di avere più tempo per scoprirla meglio.

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