Strada del Prosecco: cosa vedere tra Conegliano e Valdobbiadene

Scopriamo insieme la terra del Prosecco, un ottimo vino che tutti conoscono come la bollicina da aperitivo per eccellenza, che cresce in una terra unica e ricca di attrazioni

Di ritorno da un weekend a Venezia, abbiamo deciso di deviare verso Treviso per scoprire le colline del Prosecco, così ci siamo diretti nella zona tra Conegliano e Valdobbiadene, seguendo una via che ci ha portato dalle Grotte del Caglieron fino alle colline di Guia e oltre. Se anche voi siete amanti del vino e dei paesaggi mozzafiato, ecco cosa vedere e cosa fare tra Conegliano e Valdobbiadene, lungo la Strada del Prosecco.

Dove si trova la zona del Prosecco?

Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono un gruppo di colline comprese nella provincia di Treviso, in Veneto, caratterizzate dal territorio vitivinicolo della zona di produzione del vino Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene DOCG.

Cosa vedere lungo la Strada del Prosecco

La strada del Prosecco è un percorso ad anello della lunghezza di 105 km, che si snoda nelle colline del Prosecco e tocca quindici comuni, più o meno famosi, come: Valdobbiadene, Vittorio Veneto, Follina, Cison di Valmarino e molti altri.

Nel nostro tour lungo la Strada del Prosecco abbiamo toccato alcuni dei comuni più importanti e ovviamente abbiamo avuto il tempo per una bella degustazione. La strada del prosecco può essere percorsa in auto, in moto, ma anche in bici. Noi abbiamo fatto quest’esperienza in auto, dove ci siamo goduti in poco tempo il panorama e alcuni dei luoghi più famosi di questo territorio.

Grotte del Caglieron

La forra che si attraversa durante la visita alle Grotte del Caglieron lungo la Strada del Prosecco
La forra che si attraversa durante la visita alle Grotte del Caglieron

Le Grotte del Caglieron sono situate a Breda di Fregona, il complesso è costituito da una serie di cavità in parte naturali ed in parte artificiali. La cavità naturale è una forra incisa dalle acque del torrente Caglieron, in un periodo che va dai 10 ai 16 milioni di anni fa.

All’interno della forra si può ancora veder scorrere l’acqua, percorrendo una serie di passerelle in lego. Invece, le cavità artificiali risalgono al 1500, quando l’attività estratti permetteva di ottenere il materiale necessario per costruire stipiti, architravi ecc.

Il mulinetto ad acqua delle Grotte del Caglieron
Il mulinetto ad acqua

Il percorso delle Grotte del Caglieron è lungo all’incirca 1 km e comincia in Via Ronzon, dove si trova anche il centro visite, in cui troverete un bar e la biglietteria. Il percorso comincia con un belvedere che permette di ammirare dall’alto la forra, poi si scende pungo il percorso e si cammina su passerelle di legno all’interno della forra stessa, un percorso davvero suggestivo. Usciti dalla forra si volta a destra verso un mulinetto ad acqua e poi si risale il percorso per tornare su Via Ronzon, passando dal piccolo Borgo dello Scalpellino; con una piccola deviazione sul percorso si possono visitare anche la Grotta del Canton e Grotta Fai. Il percorso è semplice, ma inadatto al passeggino e viste le varie discese e salite, è necessario partire preparati, con scarpe comode e abbigliamento sportivo.

Molinetto della Croda

Molinetto della Croda
Molinetto della Croda

Conclusa la visita alle Grotte del Caglieron, si prosegue lungo la SP35 e superato il paese di Vittorio Veneto, si incontrano le indicazioni per il Molinetto della croda. Si tratta di un antico mulino ad acqua ubicato in Via Molinetto n.40, tra i borghi di Refrontolo e Rolle.

Il mulino venne realizzato nel 1630, ma fu dismesso nel 1953. Dopo anni di degrado, il Molinetto della Croda è stato acquistato dal comune di Refrontolo che lo ha restaurato e ha realizzato al suo interno il Museo della Molitura.

Il Molinetto della croda, ad oggi funzionante, è di piccole dimensioni, ma si trova in uno scenario naturalistico molto affascinante, addossato ad una cascata che fa un salto di circa 12 metri, lungo le sponde del torrente Lierza.

Cison di Valmarino e CastelBrando

Ritornando sulla SP35, si incontra il pese di Cison di Valmarino, impossibile sbagliarsi, perchè qui su uno sperone del monte Col de Moi , si avvista subito CastelBrando. Il borgo di Cison di Valmarino rientra nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia ed in epoca medievale fu un antico centro politico e amministrativo della contea di Valmareno.

La piazza principale del borgo è Piazza Roma, sulla quale si affacciano importanti edifici come: la chiesa di Santa Maria AssuntaPalazzo Barbi sede del comune, il teatro la Loggia e il Museo della radio d’Epoca. Però, il fiore all’occhiello di Cison di Valmarino è sicuramente Castello Brandolini, conosciuto come CastelBrando.

Visitare Castelbrando lungo la strada del prosecco

Castello Brandolini è un complesso fortificato costruito dalla famiglia dei Da Camino nel XII secolo e poi trasformato successivamente. Il castello è composto da vari corpi di fabbrica diversi per epoca e caratteristiche a testimonianza della lunga storia di CastelBrando e del territorio circostante. Dopo un lungo intervento di restauro, il castello è oggi uno dei più grandi e funzionali d’Italia e ospita: un albergo, ristoranti, un centro benessere, teatri, bar, aree museali, saloni per congressi, concerti ed eventi.

CastelBrando è visitabile tramite visite guidate con differenti percorsi di visita. All’interno alcune aree sono allestite a museo infatti:

  • L’area archeologica: qui si può scoprire l’evoluzione dei restauri, ammirando armi e strumenti musicali antichi, resi “vivi” grazie a sistemi interattivi.
  • Le vecchie prigioni: qui il visitatore può rivivere il clima di un dibattimento processuale nel feudo della Valmareno alla fine del XVI e agli inizi del XVII secolo.
  • La sacrestia della chiesa di San Martino: qui vengono presentati alcuni personaggi storici di grande prestigio come l’Imperatore Claudio Augusto, il Doge Marin Falier, i Da Camino, Casanova e molti altri.
  • Il percorso storico-iconografico: qui si approfondisce la storia dell’antica via Claudia Augusta.
  • Criptoportici settecenteschi: qui sono esposti carri e carrozze che raccontano l’evoluzione dei mezzi di trasporto e da corsa utilizzati nelle diverse epoche storiche.

Il borgo di Follina e l’Abbazia di Santa Maria lungo la Strada del Prosecco

Il chiostro dell'Abbazia di Follina lungo la Strada del Prosecco
Il chiostro dell’Abbazia di Follina

Il borgo di Follina rientra nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia ed è famoso soprattutto per l’Abbazia cistercense di Santa Maria che custodisce al suo interno un bellissimo chiostro.

Il nome di “Follina” deriva dalla “follatura” dei panni lana che si diffuse dal XII secolo grazie all’abbondanza di pascoli e corsi d’acqua come il Fulina. Tradizione vuole che siano stati proprio i monaci dell’Abbazia di Santa Maria a portare a Follina la lavorazione della lana.

Questa imponente abbazia è sicuramente una delle cose da vedere nei dintorni di Valdobbiadene, la bellezza del suo chiostro mi ha lasciata incantata, per questo vi consiglio vivamente una visita. Il chiostro dell’Abbazia cistercense di Santa Maria fu terminato nel 1268, ma all’interno dell’abbazia sono custodite altre importanti opere come il crocefisso ligneo di età barocca, l’affresco del 1527 di Francesco da Milano e la statua in arenaria della Madonna del Sacro Calice, da sempre oggetto di venerazione e pellegrinaggio. La torre campanaria di origine romanica è invece la parte più antica dell’intero edificio.

Il collonnato del chiostro dell'Abbazia di Follina
Il collonnato del chiostro dell’Abbazia di Follina

Un’altro imponente edificio di Follina è lo storico Lanificio Andretta, costruito nel 1820, poi diventato Collegio San Giuseppe, ed ora sede delle attività culturali del Comune.

Il paese di Combai

Un giardino con sculture di legno nel paese di Combai lungo la Strada del Prosecco
Un giardino con sculture di legno nel paese di Combai

Siamo capitati nel piccolo paese di Combai quasi per caso, perchè si trovava lungo la via che collega Follina al nostro alloggio. Così ci siamo fermati in pausa pranzo all’ Osteria Al Contadin, un locale carinissimo e soprattutto che propone piatti ottimi, specializzato nella carne allo spiedo cotta sul camino.

A Combai abbiamo scoperto due cose: uno che è la partria del marrone, il marrone di Combai IGP appunto, che qui viene coltivato e che viene festeggiato in una sagra nel mese di ottobre. In secondo luogo, nonostante ci si trovi all’interno della famosa terra del Prosecco, a Combai si produce il Verdisio. Il questo vino venne presentato per la prima volta nel 1989, durante lo svolgimento della Festa dei Marroni, dove la Pro Loco di Combai propose il Verdiso come vino da bere coi Marroni. Il Verdisio è un vitigno autoctono tipico e antenato del vitigno prosecco.

A Combai abbiamo trovato anche un piccolo giardino, che ospita varie statue di legno scolpito, a me è piaciuto molto, quindi se passate da li fermatevi a guardarle. A Compai abbiamo trovato anche una rivendita di prodotti tipici, in cui acquistare: marmellate, vini, birre artigianali, olio ecc, si chiama Cooperativa Dell’Alta Marca.

Fermarsi lungo la Strada del Prosecco all’Osteria senza Oste

L'Osteria senza Oste sulla collina di Cartizza
L’Osteria senza Oste sulla collina di Cartizza

L’Osteria senza Oste è una vera istituzione del territorio, immersa tra le colline del Prosecco, sorge proprio sulla collina di Cartizza, dove viene prodotto il Prosecco per eccellenza, il Prosecco Cartizze.

La particolarità di questa casa di campagna è che all’interno si possono acquistare prodotti alimentari come: pane, salumi e formaggi, già confezionati e prezzati, che si pagano in autonomia alla cassa automatica.

All’esterno sono presenti invece i distributori di bibite, in cui acquistare: bottiglie di vino, bevande e acqua. Una volta conclusa la spesa non resta che consumare il proprio pic-nic in uno dei tavolini presenti all’esterno e godesi il panorama sulle colline del prosecco.

L’Osteria senza Oste si trova in Str. delle Treziese, 4, 31049 Valdobbiadene TV.

San Pietro di Barbozza e i Sassi di Zoe

Il paese di San Pietro di Barbozza si trova lungo la via del Prosecco ed è una delle cose da vedere nei dintorni di Valdobbiadene, per la particolarità delle opere che si incontrano lungo la strada. Infatti il paese è adornato di statue realizzate con sassi di fiume scolpiti. Queste opere uniche e singolari sono i sassi di Zoe, nate dall’ingegno e dalla fantasia di Angelo Favero, detto appunto Zoe.

Tornato al paese dopo aver lavorato molti anni all’estero, in Indonesia e in Libia, come operaio nel settore delle costruzioni per grandi multinazionali, si è dedicato alla sua più grande passione: raccogliere sassi e assemblarli, per creare fantasiose composizioni floreali e strani personaggi, di varia forma e natura, chiamati putinòt, che lui definisce “cittadini dell’universo”.

Le opere di Zoe, che lui considera come suoi figli e amici, non sono in vendita ma in paese si vedono ovunque, sulla fontana della piazza, nelle vetrine dei negozi e nel bar che abitualmente frequenta, oltre che sulla facciata della sua casa.

Villa di Maser

L'ingresso di Villa Maser sulla Strada del Prosecco
L’ingresso di Villa Maser

Questa villa veneta, nella località di Maser in provincia di Treviso è stata inserita nel Patrimonio UNESCO nel 1996, assieme alle altre ville palladiane del Veneto e perita sicuramente una visita durante un tour lungo la Strada del Prosecco.

La villa è tutto’ora abitata dai proprietari e si trova al centro di una fiorente azienda agricola i cui vini sono esportati in tutto il mondo. Il complesso della villa è costituito da: Villa di Maser dalla Cantina Storica, dal Tempietto del Palladio e dalla Collezione di Carrozze. La villa è visitabile solo alcuni giorni alla settimana, ma vi consiglio di passare anche solo per ammirarla dall’esterno, è un’opera magnifica.

Asolo fiore all’occhiello sulla Strada del Prosecco

Il borgo di Asolo
Il borgo di Asolo

Anche questo borgo è inserito nella classifica dei Borghi più Belli d’Italia ed è conosciuto come “la città dei cento orizzonti”, definito così dal poeta Carducci, in virtù del dolce paesaggio che la circonda e della vista a 360° di cui si può godere.

Entrando da Porta Loreggia si incontra una piccola fontana, chiamata Fontana Zen uno dei simboli di Asolo. Proseguendo lungo via Browning, con i suoi alti palazzi e i portici si raggiunge la piazza principale di Asolo, Piazza Maggiore. In piazza si trova una fontana del XVI secolo e da qui si segue la passeggiata che conduce alla Porta della Rocca dove si ammira un magnifico panorama sulle colline circostanti.

Nel centro di Asolo si possono anche visitare il Duomo dedicato a Santa Maria Assunta e il castello, noto anche come Palazzo Pretorio. Il simbolo di Asolo è invece la Rocca, una fortificazione militare posta su di un colle a circa 310 metri di altezza. Edificata tra la fine del XII e l’inizio del XIII ebbe funzioni di presidio per la Città e dai sui spalti si può ammirare il paesaggio circostante, dalle Dolomiti fino alla città di Venezia.

Le esperienze da non perdere lungo la Strada del Prosecco

Percorrere Via Madean, immersa nelle colline del Prosecco

I vigneti di Via Maean nella Strada del Prosecco
I vigneti di Via Maean nella Strada del Prosecco

Partendo dal paese di Combai, fino a Guia si incontra Via Madean, una strada tortuosa e in salita, immersa nei vigneti. Sono rimasta colpita da questa via panoramica e dall’infinità di vigneti che si incontrano lungo il percorso, un panorama dove non si vede altro che vigneti, a perdita d’occhio.

Questo paesaggio mi ha colpito e mi è particolarmente piaciuto, quindi vi consiglio di passare da questo tratto della Strada del Prosecco per respirare a pieno l’atmosfera di queste terre e scattare qualche bella fotografia.

Partecipare a una degustazione di vini con visita in cantina

Ingresso dell'azienda vinicola La Tordera sulla Strada del Prosecco
Ingresso dell’azienda vinicola La Tordera

Lungo la Via del Prosecco a Valdobbiadene e nei dintorni, si trovano tantissime cantine in cui poter assaporare e scoprire il Prosecco. Così tra le cose da vedere a Valdobbiadene o nei paesi vicini, non può mancare una visita ad una cantina. Tra tutte quelle disponibili in zona abbiamo scelto la Cantina La Tordera, nella località di Vidor.

Questa cantina a conduzione familiare, si trova già alla quinta generazione e produce vino prosecco da più di 100 anni. Così durante la nostra visita con degustazione, abbiamo scoperto la cantina e il metodo di realizzazione del prosecco, nonché alcuni vini , compreso il pregiato Prosecco Cartizze.

cosa abbiamo imparato dalla nostra visita in cantina: nozioni di prosecco

La Tordera
La Tordera

Da questa degustazione, davvero interessante, siamo usciti soddisfatti e più consapevoli, perché abbiamo compreso e scoperto alcune nozioni su questo vino che prima non immaginavamo nemmeno. Tra queste scoperte, ve ne voglio citare tre:

Quali sono i tipi di prosecco? Le tipologie del Prosecco sono essenzialmente tre: spumante, frizzante e tranquillo a seconda dell’effervescenza. In tutti i casi si tratta di un vino dal colore giallo paglierino, dall’odore fine e dal sapore fresco. Fuori dalla zona di produzione del Prosecco si conosce principalmente il Prosecco spumante, la tipica bollicina da aperitivo.

Che differenza c’è tra Brut e Dry? Il termine Dry indica un vino con un residuo di zucchero tra i 17 e i 32 grammi per litro, quindi un vino Dry sarà amabile, mentre un Brut è un vino con un basso tenore di zuccheri inferiore ai 12 grammi per litro.

Che differenza c’è tra DOC e DOCG? Il Prosecco DOC viene prodotto in un’area geografica specifica compresa tra il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Invece tra i prosecci DOC, solo alcuni hanno ottenuto il marchio DOCG e sono i vini prodotti nelle zone Conegliano-Valdobbiadene ed Asolo, aree collinari dove l’uva viene raccolta solamente a mano e dove si trovano terreni molto ricchi, minerali e argillosi.

Il nostro piccolo tour sulla Via del Prosecco ci ha appassionato e sorpreso per le belle vedute e per le attrazioni che abbiamo scoperto. I borghi ed i luoghi da scoprire lungo la Strada del Prosecco sono tanti e tra questa non fatevi sfuggire la visita ad una cantina, è sempre il momento giusto per un buon calice di Prosecco.

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